BENVENUTI AL CAOS: Coordinamento AEC Operatori Sociali Autorganizzati

BENVENUTI AL CAOS: Coordinamento AEC Operatori Sociali Autorganizzati

Questo è un piccolo resoconto dell’assemblea che ci ha visti riuniti ieri mattina allo Strike, spazio sociale di Casal Bertone. Presente in solidarietà anche il Coordinamento regionale sanità.

La giornata è stata un’analisi critica sulle condizioni dell’assistenza, sia scolastica che allargata. Siamo di fatto Aec, ma soprattutto “operai” del sociale. La maggior parte di noi lavora a scuola e in domiciliare, molti di noi hanno operato o operano in case famiglie, centri di accoglienza. Abbiamo a che fare con la sanità sia personalmente che lavorativamente, quando leggiamo le diagnosi spesso obsolete dei nostr* ragazz* o interagiamo con le figure esterne che dovrebbero creare la rete di sostegno alla persona.

Da questa analisi nasce la necessità di pensare a un superamento della specificità dell’aec, incoraggiando la costruzione di reti all’interno del variegato mondo del lavoro sociale per riuscire a superare la frammentazione rispetto alla gestione del servizio.
La logica del profitto, sulla quale si basa la gestione di questi servizi essenziali, continua a rasentare livelli che non possiamo accettare.

Per noi, per i nostr* bambin*, per tutti coloro i quali abitano la scuola e con i quali stiamo costruendo una collaborazione sempre più intensa, dobbiamo superare tutti gli ostacoli che si frappongono fra noi e la necessità di operare in un lavoro in cui venga rispettata la dignità e riconosciuta la sua importanza.
Le cooperative e gli enti si prenderanno, come hanno dovuto fare per il “caso Roma 81”, le loro responsabilità per tutte le inadempienze – sia sul piano sanitario che della qualità del servizio fornito.

Presenteremo una serie di appuntamenti tematici, attraverso una supervisione dal basso, a cadenza periodica durante i quali approfondiremo la nostra professione e ci confronteremo.

Inoltre, sia chiaro, non sosteniamo e non sosterremo mai becere campagne elettorali social che, elemosinando click sulle pagine dei consiglieri comunali, si prefiggono l’obiettivo di perseguire uno squallido consenso elettorale a pochi mesi dalle elezioni amministrative.
L’internalizzazione è una questione seria fatta di scelte politiche precise, e non permetteremo che venga scimmiottata con “memorie” che non hanno nessun valore vincolante.
I consiglieri hanno avuto la loro possibilità di incidere sulle nostre vite e sulle vite di tutti gli abitanti della loro città, ma il rigetto della delibera avvenuta il 16 ottobre è un fatto politico inequivocabile che dimostra da che parte stanno i rappresentanti politici. Non siamo più disposti a scendere sul piano della delega istituzionale, un percorso unidirezionale e suicida che ci svuota come soggetti attivi e conferisce pieno potere ai rappresentanti che da molti anni vanno a braccetto con le cooperative.
L’unica strada perseguibile è quella del conflitto attraverso un percorso fondato sull’auto- organizzazione che possa ridare dignità alla nostra professione di lavorator* sociali. Siamo stanchi di essere considerati lavorator* sotto-retribuiti e sotto-tutelati, non possiamo più accettare accordi al ribasso che peggiorano le nostre condizioni lavorative. Non siamo soci ma lavoratori e lavoratrici dipendenti in un contesto di economia neo-liberista che attraverso il meccanismo degli appalti trasferisce innumerevoli profitti alle cooperative e ci fa vivere in condizioni di estremo disagio.

Nel frattempo la nostra identità si ridefinisce spontaneamente e trova un nome che dice esattamente chi siamo, in modo semplice e diretto. Da oggi siamo il Coordinamento AEC Operatori Sociali (Caos) Autorganizzati

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