Possiamo e dobbiamo osare

Possiamo e dobbiamo osare

SONO 190 MILIONI I TAGLI AI SERVIZI SOCIALI PREVISTI DAL PROSSIMO BILANCIO COMUNALE, oltre quattro milioni di ore di assistenza che verranno negate alle persone con disabilità, anziani e alle famiglie fragili. Questo vuol dire meno servizi, scarsi ed esclusione delle fasce più deboli. Un taglio cosi enorme significa mettere a rischio INNUMEREVOLI POSTI DI LAVORO. Crediamo che bisogna ripartire da dove abbiamo lasciato. Dove tutto è iniziato, davanti ai cancelli della cooperativa Roma 81. Quando a gran voce i lavoratori e le lavoratrici reclamavano con forza i loro e i nostri diritti: il diritto di ammalarsi o di percepire permessi retribuiti senza subire peggioramenti significativi sui nostri salari, il diritto alla mensa o ai buoni pasto (che dovrebbero essere erogati in aggiunta ai nostri poveri stipendi), ad una maggiore partecipazione al lavoro che svolgiamo in classe; perché il nostro contributo non si può fermare ad una semplice firma sul Pei. Rivendichiamo il diritto ad essere retribuiti qualora i nostri ragazz* dovessero mancare, perché non possiamo essere importanti quando l’alunno è presente e messi in un angolo quando non sono in classe. Pretendiamo di restare dentro i nostri istituti per aiutare gli altri bambini e bambine perché molti senza punti di riferimento rischiano di sentirsi persi. Vogliamo che le spese di trasporto sostenute per spostarci da una scuola ad un’altra ci vengano pagate, perché tutto questo si ripercuote negativamente sul nostro misero stipendio. Che i Municipi controllino l’esecuzione dei bandi in materia di formazione perché è immorale che le coop incassino i soldi per servizi che poi non effettuano. Perché il prossimo contratto collettivo nazionale risolva una volta per tutte la questione del pagamento quando la scuola è chiusa nel periodo estivo: i centri estivi sono un altro servizio e non sono una soluzione al problema. Chiediamo che il Comune riprenda in mano il servizio attraverso una partecipata o ad un ente strumentale che stabilizzi tutto il personale operante. Che non vi siano regolamenti diversi nei Municipi, perché non è possibile che ci siano disparità cosi eclatanti tra il personale che svolge lo stesso servizio. LA VICENDA DI ROMA 81 E ANCORA PRIMA LO SCIOPERO CI HA DIMOSTRATO CHE POSSIAMO E DOBBIAMO OSARE.

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