MOLTE COSE DA DIRE E DA FARE…

MOLTE COSE DA DIRE E DA FARE…

Un’assemblea difficile e per nulla rituale, quella tenutasi ieri al Laboratorio Acrobax. Difficile, perché molti non sono ancora usciti mentalmente dal periodo del lockdown, perché costa fatica uscire di casa e raggiungere un qualsiasi luogo di incontro, difficile per tanti altri motivi. Nonostante tutte le difficoltà, una cinquantina di lavoratrici e lavoratori hanno partecipato e molti sono intervenuti per la prima volta. Un’assemblea per niente rituale, con molti interventi e proposte, analisi e ragionamenti su quello che sta accadendo e su quello che accadrà con la ripresa delle scuole a settembre.
L’assemblea è iniziata con una relazione sull’incontro avvenuto la settimana precedente con l’Assessore De Santis, proprio a seguito del quale si era deciso di convocare l’assemblea cittadina degli AEC. La valutazione di quell’incontro è stata chiara e condivisa: bene la ripresa – dopo tre mesi – del tavolo tecnico con l’Amministrazione, ma male, molto male la lentezza e la parzialità del percorso prefigurato, che non tiene conto della drammaticità della situazione attuale e, ancor più, di quella che si va prospettando. La prima proposta, quindi, è stata quella di investire della questione l’Amministrazione comunale in quanto tale, rivolgendoci direttamente alla Sindaca Virginia Raggi per chiedere sia una sua posizione pubblica e precisa in merito all’internalizzazione del servizio di inclusione scolastica, sia di intervenire per accelerare il relativo percorso istituzionale. E’ stato sottolineato quanto una pubblica ed esplicita espressione di volontà politica sia necessaria e urgente, anche alla luce della scandalosa vicenda del “bandone” da 150 milioni ed oltre, stoppato dal T.A.R. e che l’Amministrazione sta tentando di resuscitare con un ricorso al Consiglio di Stato. Ci si chiede, insomma, quale coerenza vi sia fra la dichiarata volontà di internalizzare un servizio e quella di consegnare più di 150 milioni di euro ai privati (le cooperative sociali) per continuare a gestire il medesimo servizio. Per questi motivi, il Comitato invierà una richiesta di incontro alla Sindaca in concomitanza con la riunione, finalmente dal vivo, dell’Assemblea Capitolina il prossimo giovedì 9 luglio, con la convocazione di tutti i lavoratori e le lavoratrici in Piazza del Campidoglio.
Gli interventi hanno riguardato molti altri aspetti della nostra vicenda. Si è rimarcato ancora una volta come sia necessario rafforzare la presenza dei sindacati di base – Cobas, CUB e USB – nelle singole cooperative, al fine di utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per dare vita ad una mobilitazione a tutto campo sin dal primo giorno di riapertura delle scuole. La costituzione delle rappresentanze sindacali aziendali (RSA), per esempio, è fondamentale per poter usufruire delle assemblee retribuite in orario di lavoro, per evitare quanto avvenuto lo scorso 24 ottobre, dove le ore di assemblea non sono state retribuite da alcune cooperative, con la motivazione che in quelle aziende non erano presenti le RSA dei sindacati che avevano indetto l’assemblea stessa.

Il percorso prefigurato dall’assemblea di ieri per settembre prevede l’utilizzo di ogni mezzo necessario per far sentire la nostra voce e far crescere la protesta e la mobilitazione, quindi assemblee, stato di agitazione, scioperi a scacchiera, fino allo sciopero generale, anche ad oltranza, perché è semplicemente impensabile trascorrere un altro anno come quello che abbiamo alle spalle e i precedenti. Fra l’altro, è stato detto che la concreta possibilità di una nuova esplosione della pandemia, con la conseguente nuova chiusura delle scuole, ci porrebbe ancora nella condizione di non lavorare e non percepire alcun reddito, dovendo ricorrere ancora agli ammortizzatori sociali, visto il gretto rifiuto dell’Assessora Veronica Mammì di avvalersi della possibilità, autorizzata dal governo e sollecitata anche dalla Regione Lazio, di utilizzare i fondi comunali già stanziati per retribuire gli operatori sociali impossibilitati a lavorare. E’ stato anche fatto un breve giro d’orizzonte sulla situazione dei centri estivi, tanto enfatizzati sia dal Ministero dell’Istruzione che dalla solita Mammì, ma in realtà ancora lontani dal partire (con la sola eccezione, per giunta parziale, del I Municipio) e, da quanto abbiamo potuto constatare, finanziati in maniera talmente irrisoria dallo scoraggiare le stesse cooperative sociali a rispondere alle richieste dei Municipi.
E’ intervenuto anche il consigliere Stefano Fassina, che sostiene la nostra vertenza sin dal suo inizio, al quale è stato proposto di promuovere un’iniziativa che dia la possibilità di confrontarsi a tutte le situazioni romane che stanno lottando, ognuna per proprio conto, per ottenere l’internalizzazione, in particolare le addette e gli addetti delle mense scolastiche e quelli della Multiservizi, per dare vita ad una battaglia generalizzata contro la gestione privata dei servizi pubblici e dei beni comuni. Fassina ha anche invitato a continuare e rafforzare la pressione sull’Amministrazione, in una fase in cui appare sempre più evidente il fallimento delle politiche liberiste e di privatizzazione dei beni e dei servizi pubblici, dalla scuola alla sanità, fino ai servizi sociali.
Nell’immediato, sono state messe in cantiere diverse iniziative, che elenchiamo in ordine cronologico:

Sabato 20 giugno, alle 11.00, appuntamento in Piazza del Campidoglio per partecipare e intervenire alla manifestazione promossa dalla Rete dei Numeri Pari (costituita da molte realtà interessanti e solidali, sia pure con qualche intruso…) per segnalare i problemi della città determinati dall’emergenza Covid 19 e non affrontati adeguatamente dall’Amministrazione. E’ importante una nostra presenza massiccia, con i nostri ombrelli rossi e, soprattutto, con tanti lavoratori e lavoratrici determinati a farsi vedere e sentire.

Giovedì 25 giugno parteciperemo al corteo “Con Priorità alla Scuola”, con orari e percorso in via di definizione. Anche qui, fondamentali presenza massiccia e visibilità, con striscione, ombrelli, ecc.

Martedì 30 giugno, dalle 18.00, finalmente, un po’ di meritatissimo relax al Circolo ARCI “Concetto Marchesi” in Via del Frantoio (Tiburtino III, a cento metri dalla fermata Metro B di Santa Maria del Soccorso), con interventi, musica e cena sociale. Il circolo è all’interno di un giardino, dispone anche di spazi coperti in caso di pioggia e di un parco giochi per i bambini e le bambine. Un’occasione per riprendere i contatti, parlare e stare insieme dopo la quarantena, un momento di socialità e condivisione molto importante.

Giovedì 9 luglio, infine, ci troveremo in Campidoglio, in contemporanea con il Consiglio in presenza, dando appuntamento alla Sindaca Raggi per ascoltarci.

Come si vede, un programma molto fitto, ma al quale siamo sicuri che parteciperanno moltissimi colleghi e colleghe, perché siamo tutti consapevoli dell’insopportabilità della nostra condizione, dell’insufficienza delle risposte date finora dall’Amministrazione e della necessità di conquistare il rispetto dei nostri diritti con ogni mezzo necessario.

Soprattutto, siamo consapevoli che non ci hanno fermato le minacce delle cooperative, le sciocche manfrine dei sindacati confederali, l’inerzia e l’incompetenza dell’Assessorato alla Scuola e dei Municipi e che nemmeno il Covid 19 ci ha impedito di andare avanti con la nostra lotta. Davvero, non ci ferma più nessuno.

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