E’ arrivato il bonifico, è arrivata l’emergenza

E’ arrivato il bonifico, è arrivata l’emergenza

Questi sono i bonifici che abbiamo ricevuto oggi per il mese di marzo, con due giorni di ritardo rispetto al nostro giorno di paga.

Questo è il momento che temevamo e che è arrivato.

125 euro: “Devo pagarci mutuo, bollette, abbonamento, spesa.”

138 euro: “Devo pagarci mutuo, bollette, assicurazione auto, spesa.”

110 euro: “Devo pagarci affitto, bollette, spesa.”

112 euro: “Devo pagarci affitto, bollette, spesa.”

152,80 euro: “Devo pagarci retta universitaria figlio, affitto, bollette, spesa.”

119 euro: “Devo pagarci affitto, bollette, abbonamento, spesa.”

140 euro: “Devo pagarci affitto, bollette, assicurazione auto, spesa.”

109 euro: “Devo pagarci affitto, bollette, spesa per 3.”

179 euro: “Devo pagarci retta specializzazione universitaria, affitto, bollette, abbonamento, spesa.”

150 euro: “Devo pagarci mutuo, veterinario e farmaci, retta universitaria figlio, bollette, assicurazione auto, spesa.”

170 euro: “Devo pagarci affitto, bollette, spesa per 3.”

150 euro: “Devo mantenere da solo un figlio, mutuo, bollette, bollo auto, spesa.”

“170 euro” ci parla di un mese di affitto arretrato perché il marito non ha ricevuto la cassa integrazione, due bimbi, scadenza marca da bollo.

Le cooperative in questione hanno comunicato di non poter anticipare i soldi del FIS per mancanza di liquidità.

E il FIS, ovviamente, non è ancora arrivato.

Come si può far rientrare le spese di una famiglia nelle cifre qui sopra, anzi, come si può solo riuscire a mangiare, con queste cifre?

Come è possibile anche solo immaginarlo o farlo ricadere con tale leggerezza su lavoratrici e lavoratori?

Perché l’INPS tarda a erogare questi fondi?

Ma, soprattutto, perché il Comune di Roma si sta permettendo la leggerezza di ignorarci e di non applicare appieno l’articolo 48 del Cura Italia?

Tante domande, la cui risposta dovrà rientrare nelle 137 euro di media ricevute al 22 aprile.

Ci siamo abituati ad aspettare, durante questa emergenza, ma l’emergenza finirà, almeno quella sanitaria, e qualcuno dovrà pagare queste spese. E qualcuno dovrà rispondere per coloro i quali non ci riusciranno.

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