DISABITUARSI ALLA SCHIAVITU’…

DISABITUARSI ALLA SCHIAVITU’…

24 novembre 2019

Un’assemblea speciale, anche per chi ne ha viste tante. Un’assemblea dove hanno preso la parola lavoratrici
e lavoratori che intervenivano per la prima volta, facce nuove e simpatiche di persone che – per dirla con le
parole del protagonista del film di Ken Loach “Piovono pietre” – la mattina si svegliano presto per andare a
lavorare. Persone che amano il proprio lavoro, anche se è mal pagato e peggio ancora tenuto in
considerazione da chi, invece, dovrebbe apprezzarne il valore. Un’assemblea dove sono state fatte tante
domande, come è naturale quando si rompe un tabù, anzi, più di uno.
Lottare per i propri diritti, per molti era una cosa semplicemente impensabile. Scrollarsi di dosso la
frustrazione, il senso di impotenza, la rassegnazione ad una vita sotto la soglia di povertà, liberarsi dalla
reverenza verso il Moloch della cooperativa, insomma – come ha sintetizzato efficacemente una lavoratrice –
“disabituarsi alla schiavitù”: tutto questo adesso non è più solo un sogno proibito, ma una possibilità reale.
Nell’assemblea è emersa con forza la consapevolezza che stiamo lottando per i nostri diritti e anche per
affermare un principio di rispetto della democrazia. E’ stato detto a chiare lettere che nessuno deve
permettersi di pensare che le oltre 12.000 firme raccolte a sostegno della nostra Delibera Popolare possano
restare in un cassetto, come – purtroppo – è avvenuto con altre iniziative analoghe. Noi vogliamo che quella
Delibera venga messa ai voti dall’Assemblea Capitolina, come dispone lo Statuto di Roma Capitale. Tanti
lavoratori e lavoratrici non si sono ammazzati di fatica per tre mesi per raccogliere quelle firme e vedersele
poi accantonate.
Non siamo disposti a farci prendere in giro. Ancora prima che si concludesse la raccolta delle firme, nel
maggio scorso, ci avevano proposto un tavolo di confronto per affrontare insieme le questioni
dell’internalizzazione del servizio, su cui – a parole – si sono detti d’accordo sia gli esponenti della
maggioranza 5 Stelle che quelli delle opposizioni. Siamo alla fine di novembre, a tre settimane dalla data
entro la quale l’Assemblea Capitolina dovrebbe mettere ai voti la nostra Delibera, e di quel tavolo non si è
vista nemmeno l’ombra. Allora, abbiamo deciso di non stare ad attendere passivamente che succeda
qualcosa. Ci muoviamo noi.
Giovedì 5 dicembre, daremo vita noi a quel confronto sul servizio di inclusione scolastica che gli
amministratori di questa città, in tutti questi mesi, non hanno avuto il coraggio di promuovere: ci vediamo alle
17.00 nella Sala Gonzaga di Via della Consolazione n. 4, la strada che fiancheggia il colle del Campidoglio.
Stiamo invitando i Consiglieri di Roma Capitale, i Consiglieri dei Municipi che sostengono l’approvazione della
nostra Delibera, i sindacati che lavorano con noi, le associazioni degli utenti e tanti altri ancora. In quella
sede, produrremo i documenti a cui stiamo lavorando, fra i quali un libro bianco sulle attuali condizioni del
servizio ed uno studio, elaborato da un collettivo di economisti, sui costi del servizio esternalizzato in rapporto
a quelli che comporterebbe l’internalizzazione, con la consapevolezza che l’efficacia e l’efficienza di un
servizio sociale pubblico non possono essere misurate solo in termini di costi e di risparmi, come avviene
ormai da troppi anni sulla nostra pelle e su quella dei bambini con i quali e per i quali lavoriamo.
Naturalmente, è importante la partecipazione di tutti i colleghi e le colleghe.
Infine, lo sciopero del 12 dicembre e la manifestazione in Piazza del Campidoglio. Quel giorno, la nostra
assenza dal lavoro farà capire a tutti l’importanza della nostra presenza e per questo dobbiamo impiegare
ogni minuto per convincere le colleghe e i colleghi ancora indecisi. Siamo perfettamente a conoscenza delle
pressioni che alcune cooperative, alcune scuole e anche alcuni sindacati stanno facendo per impaurirci e
scoraggiarci, ma queste manovre sono destinate al fallimento. Ogni giorno, decine di lavoratrici e lavoratori si
connettono al Comitato, attraverso le chat, questa pagina e prendendo contatto direttamente con noi sui posti
di lavoro: basti pensare che i nostri ultimi post hanno totalizzato decine di migliaia di visualizzazioni. Lo
sciopero è stato regolarmente promosso dai sindacati Unione Sindacale di Base, Confederazione Unitaria di
Base e Confederazione Cobas e notificato alla Commissione di Garanzia, che lo ha calendarizzato come
avviene per tutti gli scioperi conformi alla legislazione vigente. Lo sciopero è stato comunicato a tutti i soggetti
interessati, cooperative, amministrazione comunale e scuole. Ribadiamo ancora una volta che i singoli
lavoratori e lavoratrici non sono tenuti a comunicare niente a nessuno e che l’adesione allo sciopero è
assolutamente libera, come dispone l’articolo 40 della nostra Costituzione repubblicana e antifascista.
Il 12 dicembre sarà il nostro D – Day, il giorno della nostra dignità di lavoratori e di cittadini. Ci vediamo tutte e
tutti alle 10 in Piazza del Campidoglio. Nessuno è escluso. E non dimenticate di portare l’ombrello rosso.

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